Artisti

domenica 22 novembre 2009

Orchid LIVE!

Artist: Orchid
LIVE!
Genre: Screamo

7/9/02: The Advocate (Harvard Square), Cambridge, MA









Tracklist:

1. Amherst Pandemonium (Pt. I)
2. Amherst Pandemonium (Pt. II)
3. Destination: Blood!
4. No, We Don't Have Any T-Shirts
5. NJ vs. Valhalla
6. Eye Gouger
7. Loft Party
8. Death of a Modernist
9. Trail of the Unknown Body
10. Lights Out
11. Anna Karina
12. None More Black
13. Don't Rat Out Your Friends
14. We Love Prison
15. Weekend At The Fire Academy
16. ...And the Cat Turned to Smoke
17. (Encore) I Am Nietzche


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Orchid - Chaos Is Me (1999)




Artist:
Orchid
Album: Chaos Is Me
Genre: Screamo
Year: 1999
Country: America
Myspace: http://www.myspace.com/chaosisorchid



Tracklist:

  1. Le Desordre C'est Moi
  2. Aesthetic Dialectic
  3. In G and E
  4. New Jersey Vs. Valhalla
  5. Weekend at the Fire Academy
  6. Frame Code
  7. The Action Index
  8. Death of a Modernist
  9. Boy With No Arms
  10. Invasion U.S.A.
  11. Epilogue of a Car Crash


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lunedì 1 giugno 2009

Loma Prieta - Dark Mountain [2009]



Artist:
Loma Prieta
Album: Dark Mountain
Genre: Screamo
Country: usa
Myspace: http://www.myspace.com/lomaprieta


Tracklist:

1. Exit Here
2. Vermillion River
3. King Xing
4. Carelessnessness
5. Ghost Shadow
6. Punxx'nup
7. Arc
8. Surrounding



Download: here, here or here.

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Loma Prieta - Last City [2008]


Artist: Loma Prieta
Album: Last City
Genre: Screamo
Country: USA
Myspace: www.myspace.com/lomaprieta


Tracklist:

1. Worn Path
2. Careful Subliminal
3. Triology I: Sick Cities
4. Trilogy II: Planar Analysis
5. Trilogy III: Fall Days
6. Armor
7. Bridges
8. David Fung
9. Script
10. Last City




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martedì 5 maggio 2009

già da un pò scrivo poco, ormai ve lo immaginate...

dammivolume non chiude ma si ferma in attesa di giorni miglioriù


dammivolume stop his activity now, We return in the futur!

lunedì 20 aprile 2009

Sole & The Skyrider Band - Sole & The Skyrider Band (2007)


Artist: Sole & The Skyrider Band - Sole & The Skyrider Band
Album: Sole & The Skyrider Band
Genre: Indie rap
Country: Arizona
Myspace: http://www.myspace.com/soleandtheskyriderband


Tim Holland non è P-Diddy,e i suoi brani probabilmente non saranno mai in heavy rotation,né su Mtv né su nessun altro canale. Non è un ganster né uno pseudo-pappone contorniato da formose fanciulle(magari in privato copula come un coniglio!).
Patron della Anticon (etichetta leader dell’hip hop più sperimentale), fautore di svariati progetti, più o meno legati alla scena di provenienza (ma non sono rari i momenti in cui si concede incursioni in altri campi), decide di rispolverare il suo psedounimo Sole, farsi affiancare dalla Skyrider Band e uscire con un album interamente suonato. E pure bene!
Il primo brano (A Sad Day For The Investors) è un inquietante biglietto da visita…
Chitarre acide, campionamenti di cantanti d’opera (in verità un po’ kitsch!) e assoli simil-noise fanno da contraltare al rapping furioso e violento di mr. Holland.
Ma il repertorio è ricco.
La sua musica è oscura, introspettiva: spazia da influenze dub- trip-hop fino a sonorità piu’ vicine al post-rock; il suo rap è tagliente e disperato, rabbioso. Durante l’ascolto l’intensità e la tensione non calano mai, si celano anche nei momenti piu’ riflessivi(A Hundred Light Years And Running).
Dalle piu’ classiche On Cavalry (che ricorda alcune cose del compianto Tupac) e The Shipwreckers,fino alla sperimentale In Paradise (per citarne una, ma i momenti interessanti sono parecchi), le canzoni scorrono veloci e non stancano.
Apprezzabile anche l’inserimento di viole ed archi,che contribuiscono ad esaltare il mood dark che caratterizza l’intero lavoro.
L’arduo compito, pienamente assolto, di chiudere degnamente l’album è affidato all’apocalittica Stupid Things Implode In Themselves (probabilmente il brano preferito dal sottoscritto!)

Ignorare Sole sarebbe davvero un grosso peccato, di difficile redenzione!!!

Padre Gianni Romano



Tracklist:

01- A Sad Day For Investors [04:25]
02- Ghost, Assassinating Other Records [05:29]
03- Nothing Is Free [03:32]
04- The Bridges, Let Us Down [03:23]
05- A Hundred Light Years And Running [03:49]
06- The Shipwreckers [03:50]
07- Sound Of Head On Concrete [03:17]
08- Magnum [04:24]
09- The Bones Of My Pets [04:11]
10- In Paradise [04:57]
11- One Egg Short Of The Omelette [03:28]
12- On Cavalry [05:05]
13- Stupid Things implode Themselves [05:29]



Download HERE
or HERE

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venerdì 10 aprile 2009

La Quiete - La Fine Non e La Fine


Artist: La Quiete
Album: La Fine Non e La Fine
Genre: Emoviolence
Country: Italy
Myspace: www.myspace.com/laquiete




Tracklist:
1. Raid Aereo Sul Paese Delle Farfalle
2. Metempsicosi Del Fine Ultimo: Nevrastenica Oscillazione Fra Poli Estremi
3. Notte Dei Cristalli a Rue Des Trois-Freres
4. Ciò Che Siamo, Ciò Che Non Vogliamo
5. Il Destino Di Un Ombrello
6. Super Omega
7. Merce Cunningham
8. Uncaged
9. La fine non è la fine


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My Beloved - Force Feeding Love (2008)


Artist: My Beloved
Genre: Force Feeding Love
Country: Danimarca
Myspace: http://www.myspace.com/mybeloved1



Tracklist:

01. Backworld Blues
02. Hell's Kitchen
03. Disabled Butterfly
04. Dirty Pearl
05. Lunatic Rising
06. Retracing Steps
07. In Vitro
08. Aware Of Thorns



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venerdì 3 aprile 2009

Dummo - Gelo Chiamo Gelo


Artist: Dummo
Album: Gelo Chiamo Gelo
Genre: Screamo
Country: Italy
Myspace: http://www.myspace.com/dummocratics

Melodico rauco fuori tempo e tanta tanta emotività per dei testi tra il campato in aria e la poesia.
Questo è Gelo Chiama Gelo degli italiani Dummo.
Un' album così è davvero imperdibile, da ascoltare a tutti i costi. Gli effetti causanti possono essere: odio profonto per la voce del cantante o amore, non di certo amore a primo ascolto, stiamo perlano di un cd abbastanzza difficile dal punto di vista del suono, lo si apprezza solo dopo svariati ascolti.





Tracklist:
01. Tra lo stereo e il letto
02. L.O.O.K.I.E.
03. 4/4 E mezza scusa
04. Maschera di cane
05. Cosa lasciare in ordine
06. Tutti gli occhi per terra
07. Gli scienziati l'hanno capito prima di te
08. Da una parte e dall'altra
09. Gelo chiama gelo


Download: Gelo Chiamo Gelo



Anteprima: Maschera Da Cane

lunedì 30 marzo 2009

Van Johnson - Self Title


Artist: Van Johnson
Album:
Self Title
Genre: Screamo
Country: Canada
Myspace: http://www.myspace.com/myvaj



I Van Johnson sono un gruppo Screamo australiano, di loro altro non so. so invece che la loro musica è molto tecnica e concentrata.
Scordatevi i suoni simil ellettronici perchè quì si fa lo screamo nudo e crudo.
















Tracklist
:

1. Speechless For Once
2. Haunting This Body
3. Spagator
4. Ashes
5. Sturm And Drang
6. Flatlands And GraveYards
7. Beggars And Bones

Anteprima: Ashes





Download: Van Johnson - Self Title

sabato 28 marzo 2009

This City Sunrise - Sings In Unison (2009)


Artist: This City Sunrise
Album: Sings In Unison
Genre: Screamo,
Country: New Zeland
Myspace: http://www.myspace.com/thiscitysunrise

Ringrazio davvero tanto questi ragazzi di avermi passato il loro cd tramite il blog. Non li avrei mai conosciuti altrimenti, e mi sarei perso una musica pressochè unica.
Gli neozelandesi This City Sunrise mischiano lo screamo a ritornelli orecchiabili con una facilità davvero stupefacente. Possono passare da scream a cori alla cap' n jazz aggiungendo ogni tanto suoni campionati che fanno molto elettronica.

Sembra una merda? Scaricate quest' album perchè vi stupirà fin dal primo ascolto.


Tracklist:

01 Weird Concrete Building
02 Pretty Much...
03 Hansel & Gretel
04 Duke Nukem Forever
05 You've Got To Be Fuckin' Kidding


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venerdì 27 marzo 2009

Vincent Gallo - When


Artist: Vincent Gallo
Album: When
Genre: Post-Rock, Songwriter
Country:
Buffalo
Site: http://www.vincentgallo.com/









Vincent è un caro amico. Ascoltare questo suo lavoro è andare nel deserto ed aprire il carillon che ti ha regalato la donna della tua vita, sapendo che l’hai perduta per sempre.

Così, con la certezza dell’assenza, un giorno lo trovai mentre faceva l’amore con Winnie The Pooh.
“Vincent”, gli dissi, “tu stai con Winnie solo per tentare di riempire un vuoto incolmabile, sai di non amarlo, vi ferireste solo a vicenda”. Poi pianse. Io gli ricordai che le crisi partoriscono capolavori. Lui capì.
Quando mi fece ascoltare per la prima volta “I Wrote This Song For The Girl Paris Hilton” pensai che aveva uno strambo incedere zoppicante, ma con la dignità di chi sta tentando di passare ben saldo sulle sue gambe. Deve aver avuto molta nostalgia. È piena di suoni intimi, quasi una confessione. Poi iniziò “When”, avrebbe voluto addormentarsi per sempre. Una ninna nanna piccola e tonda come una perla, della misura giusta per entrare in un orecchio. Mi raccontò di aver sognato di possedere un bellissimo cane bianco. Insieme a “Was” apparve un fantasma, piccolissimo, era di una falena sua amica, anche lei non c’era più. C’era solo quel piccolo piano elettrico a invocarla.
“Honey Bunny” è ciò che è stato e ora non è più, un passato possibile, i ricordi indelebili. “Laura” è il nome che diede ai sui ricordi. Forse esiste ancora un posto in questo mondo dove può incontrarla.
“Cracks” è un paesaggio sonoro, un luogo ben preciso della nostra memoria. Ogni fenditura conduce a ciò che non siamo più. In “Apple Girl” le poche note del piano dicono più di quanto non riesca a dire Vincent, è un discorso iniziato e mai finito. Torna il deserto e ci si ritrova da soli ad andare, “Yes I’m Lonely” verso dove non si sa.
Però l’importante è avere una fotografia di lei.


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Pass: nodata.tv

giovedì 19 marzo 2009

Ólafur Arnalds - Variations Of Static


Artist: Ólafur Arnalds
Album:
Variations Of Static
Genre: Post-Rock, Piano
Country:
Islanda
Myspace: http://www.myspace.com/olafurarnalds





Un disco davvero carico di sentimento, l' album con le sue cinque tracce ti fa piacere il genere anche se non l'hai, come me, mai ascoltato.
Un pò classica un pò Post-Rock per un lavoro tra il romantico e il triste, questo di Arnalds islandese appena ventunenne già sotto casa britannica
Erased Tapes, è davvero difficile spiegare a palore come riesca a mischiare le melodie del piano a suoni elettroni postrock, l'unico meodo per capire è ascoltare.
Un albundavvero ben riuscito e un genere d' approfondire.


Tracklist:

  1. Fok
  2. Við Vorum Smá...
  3. Haust
  4. Lokaðu Augunum
  5. Himininn Er Að Hyrnja, En Stjörnurnar Fara Þér Vel

Download:
Variations Of Static
or
Variations Of Static


martedì 17 marzo 2009

FI - Sulla Collina: omaggio a Lee Masters e de André

Giovedì 19 Marzo, al CPA di Firenze sud:

I Quattro elementi - Sulla Collina: omaggio a Lee Masters e de André

Una rivisitazione dell'Antologia di Spoon River in un viaggio teso a rovesciare gli stereotipi del modello patriarcale raccontato attraverso la bocca di un narratore che passando di lapide in lapide dentro un cimitero dialoga con le anime di uomini e donne, che si raccontano senza ipocrisia.

Il tutto musicato con le canzoni di de André.

Ore 19.30 - Aperitivo con proiezione
Ore 21.00 - Cena popolare
Ore 22.30 - Spettacolo

Related Link: http://www.cpafisud.org

lunedì 16 marzo 2009

L'integrale del concerto di Alessio Lega e Rocco Marchi nel mitico Folk Club di Torino 24 gennaio 2009.

Tracklist:

  1. Canzone Arrabbiata (Wertmuller - Rota)
  2. Grano d'anarchia (Léo Ferré trad. Lega)
  3. Ridi (Henry Tachan trad. Lega)
  4. I Bravi coglioni (Georges Brassens trad. Lega)
  5. La piccola kurda (Pierre Perret trad. Lega)
  6. Rachel Corrie (Alessio Lega)
  7. Isabella di Morra
  8. Addio morettin ti lascio (popolare)
  9. Risaie (Alessio Lega)
  10. Ninna nanna (popolare marchigiana)
  11. I baci (Alessio Lega)
  12. Straniero (Alessio Lega)
  13. Spartaco (Alessio Lega)
  14. Emigrato su in Germania (da E ti chiamaron matta)

Live:
Parte 1


Parte 2


Parte 3


Parte 4


Parte 5


Parte 6


Parte 7


Parte 8


Parte 9 (Ultima)











venerdì 13 marzo 2009

Thursday/Envy - Split (2008)


Artist
: Thursday & Envy
Album: Split
Genre: Post-Rock, Screamo, Emocore
Country: Stati Uniti & Giappone
Myspace: http://www.myspace.com/thursday & http://www.myspace.com/officialenvy








Due geni della scena attuale, Thursday ed Envy, Usa Giappone in collaborazione per uno split veramente ben azzeccato. Il disco parte con la voce di Rickly che canta As He Climbed The Dark Mountain (che è a dir poco poesia) e ci immerge in una dimensione parallela sulla Dark Mountain e ci insegna "Let the mountain sleep in the past with all our bad dreams." lasciare la montagna nel passato e con essa tutti i nostri cattivi ricrdi e ci esorta ad andare avani.
E allora andiamo avanti: In Silence pezzone non cantato con una chitarra da brivido che crea un' atmosfera tra il tetro e il romantico davvero magnifica, poi An Absurd And Unrealistic Dream Of Peace (vi lascio immaginare di che parli: un assurdo e inrealistico sogno di pace, tradotto in italiano). Appeared And Was Gone, ultima traccia degli americani che muta dal tranquillo al fortemente angosciato con quel fittiziamene parlato del finale, quasi parlasser dei folletti.
Entran in gioco gli Envy: An Umbrella Fallen Into Fiction che è tutt' un' attesa alla vove di Tetsuya del finale che è veramente devestane ed emotiva come poche, all' inizio della traccia, considerando la traccia in sè e non sel complesso Split, la si potrebbe vedere come una colonna sonora d' un film o di una Fiction appunto. Prima canzone ""death"" del disco: Isolation Of A Light Source, truce ma non certo alla trash metal eh', gli envy rimangon sempre nel loro screamo. Concludiamo con Pure Birth And Loneliness, puro parto e solitudine in italiano. ed il disco si conclude così.



Tracklist:
(Thursday)
01 - As He Climbed The Dark Mountain
02- In Silence
03- An Absurd And Unrealistic Dream Of Peace
04- Appeared And Was Gone (Remix by Anthony Molina of Mercury Rev)
(Envy)
05- An Umbrella Fallen Into Fiction
06- Isolation Of A Light Source
07- Pure Birth And Loneliness



Text here


Download:
Thursday/Envy - Split (2008)
or
Thursday/Envy - Split (2008)

mercoledì 11 marzo 2009

Monarcs + Osceola - Split 7'' (2008)


Artist: Monarcs & Osceola
Album: Split
Genre: Emo, Screamo
Country: Miami & Washington
Myspace: www.myspace.com/monarcs & www.myspace.com /osceolatheband






















Veramente un bel Split, piacevole come pochi. Caratterizzato da pezzi corti, un pò emo un pò screamo (nel primo minuto di Smile quasi punk). I monarcs piazzano due pezzi (Helen Doesn't Cry e Creating Gods) fottutamente screamo ma non pesanti e nemmeno tristi ma due pezzi carichi d' energia, di quell' energia che a noi piace sentir urlata propio come fanno loro.
Poi entran in scena glio Osceola (Smile e A Place To Die), molto più emo che i Monarcs, nemmeno i loro pezzi son tristi (lo sottolineo perchè nell' emo è una caratteristica abbastanza diffusa quella di scrivere cose tristi), ma son due pezzi corti che ti coivolgono nello split in una maniera assura.
Beh.. di certo non un album di quelli che ti scivolan sopra senza lasciarti niente!



Tracklist:
Monarcs

1. Helen Doesn't Cry
2. Creating Gods
Osceola
3. Smile
4. A Place To Die

Download: Monarcs + Osceola - Split 7'' (2008)




P.S. Degli Osceola ho trovato questo video che crea un' atmosfera a dir poco bellissima!

mercoledì 4 marzo 2009

Cap'n Jazz - Analphabetapolothology (1998)

Artist: Cap' n Jazz
Album: Analphabetapolothology
Genre: Emo
Country: Chicago
Myspace: http://www.myspace.com/capnjazz1











Here the Review in English.


I Cap'n Jazz han fatto la storia dell' Emo. l' album che sto recensendo è davvero diverso all' suono dell' Emo di oggi, gli appassionati lo sentiranno di primo acchito, è caratterizzato da tracce molto diverse e spesso gli scream dell' emo di oggi si trasforman il cori monotoni davvero caratteristici.
Spiegato così, quest' album sembra davvero mediocre, ma vi assicuro che i Cap'n Jazz sono riusciti a mischiare tutte queste cose creando un album davvero piacevole e incredibilmente emo.

Tim Kinsella alla voce, Victor Villareal alla chitarra e voce, idem per Davey VonBohlen, Sam Zurick al basso e Mike Kinsella alla batteria producolo questa Anthology del '98 di tracce registrate un pò nel '94 con Burritos, Inspiration Point, Fork Balloon Sports, Cards In The Spokes, Automatic Biographies, Kites, Kung Fu, Trophies, Banana Peels We've Slipped On and Egg Shells We've Tippy Toed Over (si, lo so che è un nome lungo per un' album, ma si chiama così davvero) e un pò con i sette pollici Boys 16 to 18 Years... Age of Action e Sometimes if you stand further away from something, it does not seem as big. Sometimes you can stand so close to something you can not tell what you are looking at. del '93.



Tracklist:

Disc 1
1. Little League
2. Oh Messy Life
3. Puddle Splashers
4. Flashpoint: Catheter
5. In the Clear
6. Yes, I Am Talking to You
7. Basil's Kite
8. Bluegrassish
9. Planet SHHH
10. The Sands've Turn'd Purple
11. Precious
12. Que Suerte!
13. Take On Me
14. Tokyo
15. Ooh Do I Love You
16. Hey Ma, Do I Hafta Choke on These
17. Forget Who We Are (live)
18. Olerud (live)

Disc 2
1. We Are Scientists!
2. Sea Tea
3. Troubled by Insects
4. Rocky Rococo
5. In the Clear
6. Soria
7. No Use for a Piano Player When You Got a Player Piano
8. Scary Kids Scaring Kids!
9. Bluegrass
10. Winter Wonderland
11. Aok
12. Geheim
13. Sergio Valente
14. Easy Driver
15. Theme to "90210"
16. Ooh Do I Love You



Download:

Cap'n jazz - Analphabetapolothology (cd1)
Cap'n jazz - Analphabetapolothology (cd2)
Or
Cap'n jazz - Analphabetapolothology (Cd1 & 2)

Suis La Lune - Heir (2008)

Artist: Suis La Lune
Album: Heir
Genre: Emo, Screamo
Country: Sweden
Myspace: www.myspace.com/suislalune









I Suis La lune sono quattro ragazzi svedesi che tengono alto il nome dell' Emo in europa.
Heir è il loro ultimo album e già dalla tracklst si intuisce che stiamo parlado di un capolavoro. Henning, il cantante/chitarrista è davvero superbo, ottimo sia nei testi che nella voce: capace di scream rochi e grezzi o lenti e disperati alla Rites Of Spring; che i testi sian ben strutturati non lo posso confermare perchè sono irreperibili, ma la tracklist lo lascia presagire ampiamente.
Scaricae 'sto disco perchè è con tutta probabilita uno dei migliori dell'anno passato






Tracklist:


01. With Wings Of Feathers And Glue (Con una piuma di ala e colla)
02. September Gave Us Akwardness, October Gave Us Nothing (Settembre ci trasmette noia, ottoble niente)
03. The Greatest Actors Keep On Acting Offstage (I migliori attori recitano fuori dal set)
04. Can't Believe I Spelled It Out To You (Non posso credere dii non averl* inviat* a te)



Download:
Suis La Lune - Heir (2008)
Or
Suis La Lune - Heir (2008)


Buy It: Buy Heir HERE Compra Heir QUI.



P.S: Cioccatevi quel figo di Henning:

Vacca + Two Fingerz: Non Prima Delle 6:10 (free download)

È disponibile in free download Non Prima Delle 6:10, il nuovo EP di Vacca & Two Fingerz. Prodotto da Two Fingerz Records l’EP contiene le partecipazioni di Dargen D’Amico, Pietro Quilichini (chitarra) e Karkadan. Di seguito il link per il download gratuito.

More info:
www.myspace.com/twofingerzdant
www.myspace.com/vaccaman



Tracklist:

01 Straparlo
02 Sassi dal cavalcavia
03 N.A.C. feat. Pietro Quilichini (guitar)
04 Senza alcuna pietà
05 Madame Rah feat. Karkadan
06 Solo un MP3
07 Bubble Bobble


Download:
Free Download, Vacca + Two Fingerz: Non Prima Delle 6:10

martedì 3 marzo 2009

CCCP: canzoni preghiere e danze del II millenio, sezione Europa [1989]

Il percorso musicale dei CCCP comincia poco alla volta a deviare verso altre sonorità. Iniziale shock da acquisto: i CCCP, gruppo militante e laico parlano nel titolo di "preghiere e danze" e presentano una cover con l'iconografia della Madonna.

Sicuramente quello in questione è l'album meno ispirato della storia della band emiliana, quello di più difficile collocazione. I toni si fanno più seriosi, i ritmi meno immediati. La line-up è la stessa dell'album precedente ("Socialismo e barbarie"), i ringraziamenti vanno ancora a Vladimir Majakovskij, Fatur e Annarella mantengono alta la componente surreale, ma il giocattolo sembra inceppato e procede a salti, capace di raggiungere picchi assoluti di bellezza come di cadere in una stanca rilettura del passato più prossimo.

Si parte con un brano tradizionale, "Il testamento del capitano", registrato live durante la partecipazione della band al festival gratuito Arezzo Wave, si continua con il pop epico di "Svegliami", amara riflessione sul tempo presente ("questa razza umana che adora gli orologi e non conosce il tempo").

"Huligani Dangereux" è, insieme a "Conviene", l'unico rimando palese all'ironia degli esordi, forte di un testo assurdo e divertente e di un ritornello semplice e accattivante. "Fedele alla lira?", dal ritmo sincopato, è la risposta ferma e decisa del gruppo ai detrattori, i militanti incapaci di comprendere il fenomeno CCCP e portati a ridurlo a semplice prodotto di mercato. La risposta a queste critiche è data dalla lingua aspra di Ferretti che recita "e poi mi vuoi fedele a te, all'avanguardia alle novità, adorante il progresso, le mode, la modernità. Mi sono sviluppato già abbastanza, non ne posso più".

I punti più alti dell'album sono comunque le preghiere e le danze. Il ballo orientale e delicato di "Le qualità della danza" è una riedizione di "Radio Kabul" dell'album precedente, ma vale comunque l'ascolto. Di altissimo spessore l'elegia "Madre" elevata dal crescendo del canto di Ferretti, risposta al falso edonismo dell'epoca reaganiana (non per niente il brano è legato in medley alla dichiarazione d'indipendenza dello stato palestinese di Arafat, omaggio dei CCCP alla lotta di liberazione denominata Intifada), strabiliante il trasporto di "And the Radio Plays", ennesima dimostrazione della grandezza musicale ed espressiva dei CCCP, cui Ferretti regala qui una delle sue più belle liriche ("Tra frammenti di tecniche, sotto prodigi incerti, un affanno continuo, radio accese"). Proprio quest'ultimo brano delinea i nuovi contorni del progetto CCCP, che proromperanno definitivamente (per svariati motivi) nel testamento "Epica Etica Etnica Pathos".



Tracklist:

1. "Il Testamento del Capitano"
2. "Svegliami (Perizia Psichiatrica Nazionalpopolare)"
3. "Huligani Dangereux"
4. "B.B.B."
5. "Fedele alla lira?"
6. "Roco ? Ro?o ? Rosso"
7. "Le qualit? della danza"
8. "? vero"
9. "Palestina (15/11/1988)"
10. "Madre"
11. "Conviene"
12. "And the radio plays"
13. "Vota FATUR"
14. "Reclame"


Download:
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domenica 1 marzo 2009

Mr. Oizo - Lambs Anger

Quentin Dupieux è persona di grande humour, con derive verso il dadaismo cialtrone. Ritrovatosi anni fa un po’ per caso (…o comunque oltre le sue iniziali aspettative) sotto l’occhio dei riflettori, grazie al pupazzetto Flat Eric con relativa pubblicità e colonna sonora, da lì in avanti invece di sfruttare l’onda ad lib si è messo, anzi, è tornato a fare il nerd bislacco, quello che un po’ suona in giro un po’ no (e se lo fa, lo fa da cazzaro), un po’ si fa vedere un po’ no.
L’album che sta tra quest’ultima uscita e i fasti di Flat Eric, ovvero Moustache, 2005, non lo si poteva certo definire ruffiano e commerciale, bislacco com’era. Lamb’s Anger, che nella cover rimette in pista il pupazzetto immergendolo però in una preclara citazione surrealista, per certi versi cavalca il suono di moda adesso nei dancefloor più popolari e trasversali, quello targato Justice per intenderci; lo fa poi uscendo proprio per la label capofila del fenomeno, la Ed Banger. Ma quale sia la posizione di Quentin su tutta la faccenda, è già chiaro inanellando i primi quattro pezzi: si parte, vero, come uno dei tanti epigoni dei Justice presenti sul mercato, tant’è che pensi che anche il Signor Oizo si sia venduto al suono del momento, ma via via procedendo si prendono derive destrutturanti, genialoidi, sarcastiche, stravaganti. Lamb’s Anger è come prendere la musica dei Daft Punk, che di suo è un monolite, e spaccarla in mille pezzi, scoprendo che gli elementi che la compongono sono tanti, ma che soprattutto questi stessi elementi non è più possibile rimetterli assieme nello stesso geometrico ordine di prima. Già questo è affascinante; se poi ci si aggiungono anche le evidenti ed irridenti ironie come Gay Dentists, che in tre minuti e mezzo condensa a colpi di citazioni un’intera serata in una discoteca gay friendly, allora Oizo non puoi che adorarlo alla follia. A maggior ragione adesso che tanto i Justice quanto i loro fan si prendono maledettamente sul serio, nella loro isterica ricerca del peak time cronico, risultando francamente stucchevoli.

Tracklist:

1. Hun
2. Pourriture 2
3. Z
4. Cut Dick
5. Two Takes It
6. Rank
7. Bruce Willis Is Dead
8. Jo
9. Positif
10. Lambs Anger
11. Erreur Jean
12. Steroids (Ft Uffie)
13. Gay Dentists
14. Pourriture 7
15. W
16. Lars Von Sen
17. Blind Concerto

Anteprima:

mr. OIZO - Pourritute X



Download: Mr. Oizo - Lambs Anger

lo so.. non dovevo [Socialismo e Barbarie dei CCCP]

loso.. non dovevo, ho speso tanto, non è nemmeno il loro mio cd preferito, però l'ho copreco comunque:
Signori e signore, vi presento Socialismo e Barbarie dei CCCP
Lato A:
  1. A Ja Ljublju Sssr
  2. Per Me lo So
  3. Tu Menti
  4. Rozzemilia
  5. Stati Di Afitazione
  6. Libera Me Domine
Lato B:
  1. Manifesto
  2. Hong Hong
  3. Sura
  4. Radio Kabul
  5. Inch'Allah - Ca Va
La Recensione l'avevo già postata Qui insieme al download.

Eccolo il VINILE, Eccolo!














































































































lunedì 23 febbraio 2009

Sud Sound System - Dammene Ancora

Lu salentu brucia davvero quando entrano in scena loro, i Sud Sound System che, dopo 17 anni di carriera sfornano ancora ottimi lavori e, peggio di una taranta che si impossessa dei corpi rendendoli vittime di una danza sfrenata, sono capaci di far ballare anche i più restii al movimento. Il nuovo lavoro si chiama “Dammene Ancora” e sembra proprio un invito al non fermarsi mai, a saltare ancora, a urlare contro ciò che non va bene, ma anche a divertirsi, a godere del sole e della naturalità della nostra terra primordiale. La loro grandezza sta proprio nel farci gioire pur cantando cose serie, anche tristi; non sono pesanti, affatto demagogici ma capaci di renderci arrabbiati ridendo, senza deprimerci.


Oggi più di ieri ci accorgiamo di tutte le ricercatezze e le accortezze che la band ha maturato negli anni e che rende “Dammene Ancora” un album più raffinato rispetto alle prime produzioni; nuovi arrangiamenti e basi più curate mischiano generi e lingue differenti: italiano, dialetto salentino, inglese e giamaicano, perfette contaminazioni tra culture lontane, tra vecchio e nuovo, tra tradizione e cemento.



Ancora una volta i testi raccontano non solo il salento, ma la madre terra spesso in pericolo come in “me piaci mare” ; parlano di problematiche sociali in “Violenza, crimini, e povertà”, “La ballata del precario” o in “Lu business comanda”; riportano romantiche dichiarazioni d’amore in “Lu profumo tou”, che diventa un messaggio d’amore universale, e passione corporea in “Te paru a mie”.



Le diciotto tracce che riempiono l’album, alla fine sembrano avere un effetto epurativo. Come riuscendo a farci entrare in un antico rituale, ci portano via i cattivi pensieri, ci danno l’idea del sole anche se fuori piove e sembrano volerci dire che il mondo è brutto, ma nonostante tutto la musica ci salva sempre.


Download:
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sabato 21 febbraio 2009

Crass - Christ the Album

Christ - The Album e' il quarto album dei Crass uscito nel 1982. Usci' in un doppio vinile ed include un disco di nuovo materiale in studio e un secondo disco intitolato "Well Forked.. but not dead" con un live registrato nei loro concerti del giugno 1981 presso il 100 CLub di Londra, ed altre tracce e frammenti vari.

L'album conteneva anche un libretto "A Series Of Shock Slogans and Mindless Token Tantrums" con scritti sulla liberta', sulla pace e sulla generazione punk anarchica oltre ad un poster di Gee Vaucher.

La registrazione, la produzione e il missaggio dell'album duro' oltre un anno durante il quale la guerra delle Falklands inizio'. Questo fatto porto' i Crass a riflettere profondamente sul loro modo di creare dischi. Per un gruppo la cui piu' importante ragione di esistenza era quella di dare commenti alla situazione politica, si sentirono superati dagli eventi.

Con le seguenti uscite tra cui i singoli "How does it Feel to Be the Mother of A Thousand Dead" e "Sheep Farming in the Falklands" e l'album Yes Sir, I Will tornarono a suoni piu' basilari e a pubblicazioni viste come risposte alla situazione politica.
Libera traduzione da Wikipedia.

Tracklist:

Studio Tracks: Christ - The Album
  1. Have A Nice Day
  2. Smother Love
  3. Nineteen Eighty Bore
  4. I Know There Is Love
  5. Beg Your Pardon
  6. Birth Control 'n' Rock 'n' Roll
  7. Reality Whitewash
  8. It's The Greatest Working Class Ripoff
  9. Deadhead
  10. You Can Be Who?
  11. Buy Now Pay As You Go
  12. Rival Tribal Revel Rebel (pt 2)
  13. Bumhooler
  14. Sentiment (White Feathers)
  15. Major General Despair
Live Tracks: Well forked - but not dead
  1. Banned from the Roxy
  2. The Sound Of One Hand
  3. Punk Is Dead
  4. Nagasaki Nightmare
  5. Darling
  6. Bata Motel Blues
  7. Berkertex Bribe
  8. Fold It In Half
  9. Big Hands
  10. Heart-throb Of The Mortuary (demo)
  11. Bumhooler
  12. Big A Little A
  13. First Woman
  14. Arlington 73
  15. Bomb plus Bomb Tape
  16. Contaminational Power
  17. I Ain't Thick
  18. G's Song
  19. Securicor
  20. I Can't Stand It (demo)
  21. haved Women
  22. A Part Of Life
  23. Do They Owe Us A Living
  24. So What
  25. Salt 'n' Pepper


Download:
Crass - Christ the album (Cd 1)

Crass - Christ the Album (CD 2)

password: projectw.org

venerdì 20 febbraio 2009

WARNING - WATCHING FROM A DISTANCE

Circa sette anni ci sono voluti. Circa sette anni di silenzio per quello che, con solo un album nel 1999 (The Strength To Dream), si era già affermato come uno dei più importanti gruppi di doom tradizionale, per poi sparire dalla circolazione lasciando un vuoto difficilmente colmabile. Sette anni che i due mastermind hanno utilizzato per dedicarsi alle proprie passioni: la recitazione per il cantante/chitarrista Patrick Walker, e l'insegnamento per il batterista Stuart Springthorpe. Ma sarebbe stato un delitto mettere la parola fine ai Warning, e probabilmente loro stessi ne erano consapevoli, ragion per cui è fin dal 2005 che era iniziata la composizione dell'album che ora possiamo avere fra le mani, album che ha finito poi per rivelarsi una monumentale opera doom come solo da loro potevamo aspettarci. Signori, Watching From A Distance è qui, i Warning sono tornati.

In realtà ci vogliono poche parole per descrivere lo stile questo gruppo, essendo la semplicità uno dei suoi punti forza: pochi fronzoli, tanto sano doom. Ciò che è più difficile è riuscire a descrivere le emozioni che questo gruppo è in grado di suscitare, ma a questo ci arriveremo dopo. Musicalmente, abbiamo riff potenti e asciutti, tempi estremamente dilatati, batteria cadenzata e melodie a metà fra la malinconia e l'epicità; nessun tecnicismo eclatante, o tastiere d'atmosfera, questo è doom nella sua forma più pura e incontaminata, così come i suoi padri fondatori lo avevano concepito. Anacronistico, forse? Qualcuno potrebbe pensarlo, ma d'altra parte Watching From A Distance si configura fin dall'inizio come un album destinato a stare lontano dal grande pubblico. Watching From A Distance è un disco indirizzato a coloro che vorranno abbandonarsi alle sue atmosfere tristi, poetiche, irrimediabilmente senza speranza; a coloro che vedranno nella sua estrema lentezza e nella sua pesantezza non degli ostacoli alla fruizione, ma delle caratteristiche fondamentali per veicolare il grosso peso emotivo di cui questo album si fa carico; a coloro che hanno fatto del doom una passione, che sanno prendersi il tempo per apprezzarne le mille sfaccettature. Mi azzardo ad affermare che potrà essere una nicchia di ascoltatori, ma questi pochi avranno trovato nei Warning una delle esperienze più struggenti ed emozionanti che si possano fare in musica.

Buona parte della forte personalità ostentata da questo gruppo inglese è data dalla voce unica di Patrick Walker. Come si è già detto, la recitazione è parte importante del suo background culturale, e la potenza espressiva che caratterizza la sua voce è prova evidente di ciò: la sua è quasi un'interpretazione teatrale delle canzoni, un'interpretazione sentita, sincera, dalla quale traspare un coinvolgimento emotivo onesto e umile. Il suo timbro è inconfondibile, la sua estensione eccellente, la sua versatilità sorprendente; ma queste sono osservazioni tecniche tutto sommato di poco conto, quello che davvero ci interessa sapere è che la sua è una voce che emoziona, in grado davvero di comunicare stati d'animo a chi ascolta, ora con tonalità più dolci e malinconiche, ora con rabbia disperata.

Potrei provare a descrivere quali sentimenti l'ascolto di Watching From A Distance può suscitare nell'ascoltatore, o magari analizzare l'album traccia per traccia, ma rischierei di risultare ridondante, monotono, nel vano tentativo di racchiudere in poche parole emozioni che solo chi prova può conoscere fino in fondo. Piuttosto, lascerò che siano alcuni versi estratti dal testo della terza traccia, Bridges, a parlare per me:

When I am not alone
I sever silent moments
Building bridges with meaningless words
And only feel the distance further
Remember being happy in our silence
I wish that you were with me tonight


I don't need a reason, there's nothing to explain
I can't reproach your leaving to justify my pain
But can I really understand
I wish you were here with me tonight


I read over all you wrote me
The words mean so much more these days
They echo in my soul
They sting me like a burn
Can someone feel too much?
I wish you were here with me tonight

Questo testo (che non ho riportato nella sua interezza) rende evidente che qui ci troviamo di fronte a vere poesie. Poesie che ci comunicano con forza ora la loro delicata malinconia, ora la loro rabbiosa rassegnazione verso un destino ineluttabile e gravoso, ora un annaspante smarrimento dovuto alla perdita di qualcosa di importante; poesie che mettono a nudo con disarmante onestà i pensieri di chi le ha scritte, e forniscono anche a noi motivo di introspezione, andando a scavare profondamente nei recessi della nostra anima, mettendoci a tu per tu con emozioni, paure e riflessioni alle quali magari trascuriamo di dare la giusta importanza.

Watching From A Distance è un disco musicalmente ed emotivamente pesante, che richiede una certa predisposizione psicologica per essere apprezzato a pieno, ma è un capolavoro che lascerà il suo segno nella storia del doom. Chiunque ami questo genere e voglia un disco maturo, impegnato, composto con passione e dedizione, può smettere di guardarsi intorno: i Warning hanno dato una risposta a tali ricerche.


Tracklist:

1 - Watching From A Distance (12:06)
2 - Footprints (07:31)
3 - Bridges (11:30)
4 - Faces (08:31)
5 - Echoes (10:16)



Download: [RapidShare] WARNING - WATCHING FROM A DISTANCE

Pass: metal-forever

giovedì 12 febbraio 2009

Dargen feat. Bugo - Buone Maniere

Ecco la nuova traccia di Dargen. Si chiama Buone Maniere ed è stata fatta con Bugo, cantate pop lettronico emergente-

Buone Maniere - Dargen feat. Bugo

e QUI il download.

Ora vi posto anche un altro lavoro di Bugo, è un remix, eco a voi La mano mia cecile bbeetrros RMX


e QUI il download.

P.s. di Bugo suol suo space travate anche altre 2 canzoni e qui il video del Backstage di 'Love Boat' il suo ultimo dideo

giovedì 22 gennaio 2009

CCCP - Socialismo e Barbarie [1987]

La prima volta fa sempre male. La prima volta ti fa tremare. La terza volta ti fa pensare. La quarta volta stai a guardare.

La seconda volta è invece il primo album deiCCCP fedeli alla lira, come vennero ribattezzati da alcuni detrattori dopo essere passati alla Virgin records, abbandonando la ben più piccola Attack punk, con cui avevano registrato tre EP e il loro primo cdAffinità e divergenze (1986).

Sarebbe uno scempio limitarsi a dare una visione d’insieme del disco, vista l’importanza che in ogni canzone hanno le variazioni di ritmo, l’autonomia del pathos e l’incisività dei testi. Da segnalare che Oh! Battagliero e Guerra e pace sono canzoni aggiunte dalla pubblicazione con la Virgin, originariamente non pensate come parte di Socialismo e barbarie.

La chiusura era quindi dedicata all’oriente, dalla Cina cui rende omaggio Manifesto, alla Kabul dilaniata dalla guerra.

La traslitterazione di io amo l’URSS (a ja ljublju sssr) si apre con un’interpretazione solenne dell’inno sovietico, che verrà anche suonato dal gruppo in quel di Mosca (1989), registrando l’alzarsi in piedi dei militari seduti ad ascoltarli - un momento storico a livello musicale di cui non bisognerebbe dimenticarsi, indipendentemente dal colore politico dei fatti.

Segue un’accoppiata dall’incredibile accostamento di suoni, con ritornelli improbabili assortiti come una sorta di manifesto musicale, tanto da poter considerare Tu menti un insieme di comandamenti per le nuove generazione, oltre ad una risposta al tipo di punk proposto dai Sex Pistols, di cui riprendono il classico riff di Anarchy in UK (ecco un altro Anticristo, ma eri solo carino). Per me lo so è invece il tentativo del gruppo di tirare fuori, per usare le loro parole, “un rock’n’roll grezzo e vitale”.

ICCCP non si dimenticano mai della loro Emilia, tanto amata quanto odiata, a cui dedicano Rozzemilia (riprendendo Emilia paranoica del loro precedente lavoro). La voce di Ferretti si fa straordinariamente angosciante, sovrastando completamente tutti gli altri componenti con un crescendo urlato di disperazione.

Stati di agitazione si modella invece sul respiro dell’artista del popolo Fatur, il primo ad essere registrato per poi costruire sopra un delirio che è forse la miglior risposta a chi li accusava di essersi venduti. A vedere cosa è oggi Lindo Ferretti c’è da ascoltare con inquietudine Libera me domine, pausa mistica a intervallare i pezzi di Socialismo e barbarie.

In Manifesto si ribaltano le frasi di Lenin, perché i soviet più elettricità non fanno il comunismo, anche se non per questo non si deve osare l’impossibile.

Se Hong Kong fa smarrire la strada in un solo minuto (con semplicità inattesa), ci pensa l’orientaleggiante Sura a riportare l’ascoltare su sentieri più noti, mostrando ancora una volta l’influenza del quartiere islamico di Berlino, che non sparisce neanche in Radio Kabul. Quest’ultimo è il pezzo più sofferto, anche per motivi ideologici, poiché testimonia il cozzare della fede comunista con il massacro di una popolazione civile (per giunta fedele all’islam cui iCCCP tanto si sono mostrati affezionati).

In Inch’allah il testo francese (con alcune strofe di Victor Hugo) è letto con pronuncia storpiata, in onore degli immigrati arabo-africani giunti in Europa. Non perdetevi la versione dell’88, cantata in duetto con Amanda Lear.

Oh! Battagliero è una canzone partigiana riletta da un gruppo di folli musicisti e un’orchestra da balera; irragionevolezza irresistibile.

Resta Guerra e pace, dall’analisi cruda e asfissiante, cinica nel testo come nell’esecuzione, una sorta di canzonetta di bambina che sembra uscita da un horror giapponese di ultima generazione (le cadaveriche silenziose che si scatenano improvvise per poi tornare smunte e minacciose); un ciclo siamo macellati, un ciclo siamo macellai.

È un cd punk, post punk o hardcore punk? Secondo iCCCP il punk non è un genere musicale, è morto e deve ancora nascere, quindi le etichette è bene tenersele nel baule con le riviste specializzate. Così come mescolavano dottrina sovietica al provincialismo emiliano sono stati capaci di scavalcare quanto di buono c’era nella musica contro, suscitando anche il fastidio di nobili corregionali comeGuccini. Sono un punto di inizio e fine della musica. Un mondo a parte.

Non sono ancora gli intellettuali dei CSI (che riusciranno ad arrivare primi nelle classifiche italiane) ma sicuramente c’è una notevole evoluzione e ammorbidimento, più nella musica che nei testi, rispetto adAffinità e divergenze, con cui forma un dittico fondamentale da cui non si può prescindere.

Ricordate, le insegne luminose attirano gli allocchi.


Tracklist:
1. A Ja Ljublju SSSR
2. Per me lo so
3. Tu menti
4. Rozzemilia
5. Stati di agitazione
6. Libera me Domine
7. Manifesto
8. Hong Kong
9. Sura
10. Radio Kabul
11. Inch'allah - ça va
12. Oh! Battagliero
13. Guerra e pace




Download:
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CCCP - Affinità divergenze tra il compagno Togliatti e noi (del conseguimento della maggiore età) [1986]

I CCCP possono ragionevolmente ambire al titolo di massima rock band italiana di sempre. Si continuerà a discutere all'infinito sul rapporto tra la nostra scena e quella internazionale, sulla specificità "locale" della realtà italiana e sulla (presunta) impossibilità di confrontarla con quella d'ascendenza anglo-sassone, ma un fatto è certo: la band emiliana è riuscita a catturare lo spirito di quella cosa che tutti chiamano "rock", e lo ha fatto con un linguaggio che, pur risentendo del contesto d'origine - Europa, Italia, Emilia (paranoica e non) - può ritenersi appieno "universale". In questo connubio, così spinto da apparire spesso surreale, tra provincia italiana e avanguardie internazionali, sta la grandezza del gruppo, il cui fervore punk è incarnato anche fisicamente dal cantante-sciamano Giovanni Lindo Ferretti: ossuto, nevrotico, allucinato, quasi una sorta di John Lydon padano.

I CCCP nascono nel 1982 in una discoteca di Berlino, dall'incontro di Ferretti con il chitarrista Massimo Zamboni. I due si muniscono di drum machine e suonano in giro per la Germania. Il ritorno in Italia porta l'illuminazione. La cultura popolare emiliano-romagnola, tradizioni comuniste comprese, può essere filtrata da etica ed estetica punk. Le coordinate sonore della band sono soprattutto la scena elettro-industriale tedesca, dai Kraftwerk agli Einsturzende Neubauten, il punk e proto-punk americano (MC5, Stooges, Ramones), il cantautorato italiano (Franco Battiato in primis) e la dark-wave britannica (dai PIL ai Bauhaus). Ma i CCCP non sono l'ennesima copia di una band straniera: sono una band provinciale italiana che ha deturpato tutto quello che poteva essere tradizionalmente italiano, dalla canzonetta al ballo liscio, e l'ha tritato in un frullatore punk a velocità supersonica.

Dopo un paio di Ep, i cui brani vengono raccolti su "Compagni, cittadini, fratelli, partigiani" (1984), i CCCP pubblicano nel 1986 il loro vero primo album, dal chilometrico e icastico titolo di "Affinità e divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età". E' un periodo cruciale per il rock italiano: due anni prima, infatti, era uscito "Siberia" dei Diaframma, l'anno precedente "Desaparecido" dei Litfiba, due dischi-chiave per la nascente scena "new wave". Ma rispetto a Litfiba e Diaframma, i CCCP sono ancor più radicali ed eversivi. Nessuno prima di loro aveva osato infarcire le canzoni italiane con simili dosi di violenza, disperazione e paranoia.

Le loro provocazioni sarcastiche - che dal vivo si accompagnano al circo surreale di Danilo Fatur (Artista del popolo) e Annarella Giudici (Benemerita Soubrette) - si riflettono fin nella confezione dell'album. La copertina è beffardamente griffata in stile "socialismo reale", con l'effige del "compagno Togliatti" sullo sfondo. L'originale è in vinile rosso, firmato "Attack Punk Records", con su un lato il ritratto di un punk, sull'altro la scritta "Punk filosovietico/ musica melodica emiliana". Farvi scivolare la puntina sopra (o, più prosaicamente, inserire il cd ristampato dalla Virgin nel lettore) equivale a una seduta di elettroshock prolungata.

Pronti via: ecco subito l'urlo-proclama di "CCCP", con le chitarre gracchianti e un ritornello che mette subito in chiaro le (in)certezze politiche del gruppo: "Fedeli alla linea e la linea non c'è". Un nugolo di feedback, un basso indolente e una batteria elettronica che è una pulsazione continua sono il marchio di fabbrica della band, che torna subito alla carica con uno dei suoi inni: "Curami". I CCCP cantano le psicosi di una generazione di zombie, che percorre gli anni 80 di traverso, sentendosi costantemente fuori posto. Per questo, più che l'amore e i buoni sentimenti, invocano una cura, una medicina che liberi la mente dagli incubi paranoici da cui è ossessionata: "Prendimi in cura da te, curami, curami", implora Ferretti con il suo canto rantolato, tra il giro punk della chitarra e i tintinnii stranianti di uno xilofono; poi, la canzone sembra quasi incantarsi nella reiterazione ossessiva (altro tipico espediente dei CCCP) della frase "Solo una terapia, solo una terapia!". Alla fine, non restano che il bit meccanico della batteria elettronica e gli ultimi spasmi dello xilofono. Non siamo molto lontani dalle crisi di nervi dei PIL.

Le droghe, per i CCCP, non sono mai funzionali all'eccitazione o all'ampliamento delle facoltà percettive: sono antidepressivi, calmanti, sonniferi... sono il "Valium Tavor Serenase": "Il valium mi rilassa/ il serenase mi stende/ il tavor mi riprende". I ritmi del brano, invece, sono forsennati: una sfuriata hardcore di violenza inaudita che si spezza di colpo per lasciare il campo a un intermezzo di liscio ("Emilia mia, Emilia in fiore", in puro tre quarti da balera!). Il punk che sposa Casadei: che inaudito oltraggio!

Se la musica conserva sempre una carica detonante, le storie sono immerse in una desolazione surreale, da "Trafitto", che allenta il ritmo con il suo proclama d'apatia ("Trafitto sono/ trapassato dal futuro/ cerco una persona/ Fragili desideri/ a volte indispensabili/ a volte no") a "Noia", cupa e depressa come da titolo.

L'Emilia dei CCCP mantiene la sua verve ironica, seppur inacidita da una vena sarcastica, ma abbandona ogni traccia di bonarietà ed edonismo. Anche l'amore, si diceva, ha perso ormai ogni connotato sentimentale, ed è ridotto a una dimensione brutalmente meccanicistica: "Un'erezione, un'erezione triste per un coito molesto, per un coito modesto/ Spermi spermi indifferenti, per ingoi indigesti/ io attendo allucinato la situazione estrema" (da "Mi ami"?).

"Morire" è un'altra staffilata esiziale: Ferretti, sempre più visionario muezzin (perdonate l'abusato termine, ma si tratta pur sempre di colui che ha scritto "Punk Islam"...), infierisce sull'ascoltatore con il suo canto indolente: "Produci, consuma, crepa/ Produci, consuma, crepa/ Cotonati i capelli, riempiti di borchie/ rompiti le palle/ rasati i capelli/ crepa/ crepa". A "Io sto bene" il compito di assestare il colpo finale: su una cadenza ballabile, Ferretti intona uno degli inni del decennio: "Non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport". Gli anni 80 visti alla rovescia: l'edonismo lascia posto alla depressione, il consumismo all'abulia, l'arrivismo all'insicurezza: "Io sto bene io sto bene/ io sto male io sto male/ io non so io non so/ come stare dove stare".

Il clima dark di "Allarme", inquieto tango dai sussulti rock, ("Muore tutto, l'unica cosa che vive sei tu. Solo tu, solo tu") è il preludio al lungo delirio finale di "Emilia Paranoica", manifesto del disco e forse dell'intera carriera del gruppo. Una stasi oppressiva - batteria elettronica al ralenti, con gli accordi di chitarra in sincrono con il canto sillabato e monocorde di Ferretti - improvvisamente prende velocità, con le chitarre urticanti di Zamboni a squarciare l'orizzonte; poi, tutto si blocca di colpo, e ritorna la cupa lentezza dell'inizio. L'Emilia solare dei luoghi comuni diventa una landa fredda e nebbiosa, terra di tossici e sbandati, frontiera finale dell'alienazione. "Aspetto un'emozione sempre più indefinibile" è il "testamento" finale di Ferretti.

L'album lancerà i CCCP nel firmamento del rock italiano e non solo: i concerti a Pankow e a Mosca sanciranno il riconoscimento internazionale della più internazionale tra le nostre rock band. Poi, anche Ferretti e compagni dovranno adeguarsi ai tempi e alle nuove sigle, e sarà il tempo dei CSI. Ma questa è un'altra storia.


Tracklist:
1.
CCCP
2.
Curami
3.
Mi ami? (remiscelata)
4.
Trafitto
5.
Valium Tavor Serenase
6.
Morire
7.
Noia
8.
Io sto bene
9.
Allarme
10.
Emilia Paranoica (remiscelata)


Download:
CCCP - Affinità divergenze tra il compagno Togliatti e noi (del conseguimento della maggiore età)
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