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venerdì 10 aprile 2009

My Beloved - Force Feeding Love (2008)


Artist: My Beloved
Genre: Force Feeding Love
Country: Danimarca
Myspace: http://www.myspace.com/mybeloved1



Tracklist:

01. Backworld Blues
02. Hell's Kitchen
03. Disabled Butterfly
04. Dirty Pearl
05. Lunatic Rising
06. Retracing Steps
07. In Vitro
08. Aware Of Thorns



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venerdì 27 marzo 2009

Vincent Gallo - When


Artist: Vincent Gallo
Album: When
Genre: Post-Rock, Songwriter
Country:
Buffalo
Site: http://www.vincentgallo.com/









Vincent è un caro amico. Ascoltare questo suo lavoro è andare nel deserto ed aprire il carillon che ti ha regalato la donna della tua vita, sapendo che l’hai perduta per sempre.

Così, con la certezza dell’assenza, un giorno lo trovai mentre faceva l’amore con Winnie The Pooh.
“Vincent”, gli dissi, “tu stai con Winnie solo per tentare di riempire un vuoto incolmabile, sai di non amarlo, vi ferireste solo a vicenda”. Poi pianse. Io gli ricordai che le crisi partoriscono capolavori. Lui capì.
Quando mi fece ascoltare per la prima volta “I Wrote This Song For The Girl Paris Hilton” pensai che aveva uno strambo incedere zoppicante, ma con la dignità di chi sta tentando di passare ben saldo sulle sue gambe. Deve aver avuto molta nostalgia. È piena di suoni intimi, quasi una confessione. Poi iniziò “When”, avrebbe voluto addormentarsi per sempre. Una ninna nanna piccola e tonda come una perla, della misura giusta per entrare in un orecchio. Mi raccontò di aver sognato di possedere un bellissimo cane bianco. Insieme a “Was” apparve un fantasma, piccolissimo, era di una falena sua amica, anche lei non c’era più. C’era solo quel piccolo piano elettrico a invocarla.
“Honey Bunny” è ciò che è stato e ora non è più, un passato possibile, i ricordi indelebili. “Laura” è il nome che diede ai sui ricordi. Forse esiste ancora un posto in questo mondo dove può incontrarla.
“Cracks” è un paesaggio sonoro, un luogo ben preciso della nostra memoria. Ogni fenditura conduce a ciò che non siamo più. In “Apple Girl” le poche note del piano dicono più di quanto non riesca a dire Vincent, è un discorso iniziato e mai finito. Torna il deserto e ci si ritrova da soli ad andare, “Yes I’m Lonely” verso dove non si sa.
Però l’importante è avere una fotografia di lei.


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Pass: nodata.tv

giovedì 19 marzo 2009

Ólafur Arnalds - Variations Of Static


Artist: Ólafur Arnalds
Album:
Variations Of Static
Genre: Post-Rock, Piano
Country:
Islanda
Myspace: http://www.myspace.com/olafurarnalds





Un disco davvero carico di sentimento, l' album con le sue cinque tracce ti fa piacere il genere anche se non l'hai, come me, mai ascoltato.
Un pò classica un pò Post-Rock per un lavoro tra il romantico e il triste, questo di Arnalds islandese appena ventunenne già sotto casa britannica
Erased Tapes, è davvero difficile spiegare a palore come riesca a mischiare le melodie del piano a suoni elettroni postrock, l'unico meodo per capire è ascoltare.
Un albundavvero ben riuscito e un genere d' approfondire.


Tracklist:

  1. Fok
  2. Við Vorum Smá...
  3. Haust
  4. Lokaðu Augunum
  5. Himininn Er Að Hyrnja, En Stjörnurnar Fara Þér Vel

Download:
Variations Of Static
or
Variations Of Static


venerdì 13 marzo 2009

Thursday/Envy - Split (2008)


Artist
: Thursday & Envy
Album: Split
Genre: Post-Rock, Screamo, Emocore
Country: Stati Uniti & Giappone
Myspace: http://www.myspace.com/thursday & http://www.myspace.com/officialenvy








Due geni della scena attuale, Thursday ed Envy, Usa Giappone in collaborazione per uno split veramente ben azzeccato. Il disco parte con la voce di Rickly che canta As He Climbed The Dark Mountain (che è a dir poco poesia) e ci immerge in una dimensione parallela sulla Dark Mountain e ci insegna "Let the mountain sleep in the past with all our bad dreams." lasciare la montagna nel passato e con essa tutti i nostri cattivi ricrdi e ci esorta ad andare avani.
E allora andiamo avanti: In Silence pezzone non cantato con una chitarra da brivido che crea un' atmosfera tra il tetro e il romantico davvero magnifica, poi An Absurd And Unrealistic Dream Of Peace (vi lascio immaginare di che parli: un assurdo e inrealistico sogno di pace, tradotto in italiano). Appeared And Was Gone, ultima traccia degli americani che muta dal tranquillo al fortemente angosciato con quel fittiziamene parlato del finale, quasi parlasser dei folletti.
Entran in gioco gli Envy: An Umbrella Fallen Into Fiction che è tutt' un' attesa alla vove di Tetsuya del finale che è veramente devestane ed emotiva come poche, all' inizio della traccia, considerando la traccia in sè e non sel complesso Split, la si potrebbe vedere come una colonna sonora d' un film o di una Fiction appunto. Prima canzone ""death"" del disco: Isolation Of A Light Source, truce ma non certo alla trash metal eh', gli envy rimangon sempre nel loro screamo. Concludiamo con Pure Birth And Loneliness, puro parto e solitudine in italiano. ed il disco si conclude così.



Tracklist:
(Thursday)
01 - As He Climbed The Dark Mountain
02- In Silence
03- An Absurd And Unrealistic Dream Of Peace
04- Appeared And Was Gone (Remix by Anthony Molina of Mercury Rev)
(Envy)
05- An Umbrella Fallen Into Fiction
06- Isolation Of A Light Source
07- Pure Birth And Loneliness



Text here


Download:
Thursday/Envy - Split (2008)
or
Thursday/Envy - Split (2008)

mercoledì 31 dicembre 2008

This Will Destroy You - This Will Destroy You (2008)

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Entra il 2008 e più guardiamo là fuori, più troviamo un mondo - quello indie - sempre più frammentato e disgregato in micro-scene spesso asfittiche, un mondo afflitto di ansia da hype sempre più effimeri, un mondo di mode, stili e amori che nascono e bruciano nel rapido volgere di una stagione o anche meno; ecco, in un mondo così, è salutare ogni tanto rifugiarsi in quelle poche certezze rimaste intatte.
La certezza del vecchio (?) post-rock, ad esempio; e nemmeno quello più ruvido o math, ma quello fragile, scostante ed emozionale - e pertanto generalmente considerato meno "innovativo" - che abbiamo imparato ad amare, e tuttora amiamo, grazie all'opera di gruppi immensi come Mogwai, Explosions In The Sky, GYBE e compagnia bella. Uno stile che a detta di molti ha già detto tutto. Può darsi, ma va detto tranquillamente che questo disco non è certo dedicato ai cacciatori di "avanguardie" e originalità a tutti i costi.

Si dirà certo che i This Will Destroy You, texani come gli Explosions e con finora un solo Ep all'attivo, non propongono nulla che non sia stato già sentito da anni a questa parte. Assolutamente vero, e ne sono ben consapevoli questi quattro giovanotti che suonano musica "passata di moda" con tutto l'orgoglio necessario, e non senza motivo: il quartetto texano può vantare infatti gran conoscenza della materia e soprattutto un songwriting non di rado degno della sopracitata triade di mostri sacri del genere.

L'avvio è timido, tra apparizioni elettroniche, il passo quadrato della batteria e i fraseggi chitarristici (con melodia vagamente rubata alla indimenticabile "Half Noise" dei Múm) eppure già ci sentiamo come a casa, con tutte le coordinate e i riferimenti al posto giusto, e pronti a goderne. Così, sentendoci subito caldi e sicuri veniamo presto abbagliati dal "solito" climax infuocato. E dopo i droni del secondo brano, ecco che la band inizia a dar vero spettacolo con pezzi di straordinaria bellezza quali "Threads" e "Leather Wings", corpi centrali e pulsanti dell'opera, atti d'amore a uno stile musicale che come pochissimi altri, se ben fatto, sa scavare fino alle corde più profonde dell'anima.

Con "The Mighty Rio Grande" i nostri buttano lì come se nulla fosse un crescendo (con relativa lunga dissolvenza) reiterato che non sfigurerebbe dentro le glaciali parentesi dei sommi Sigur Rós. E se "They Move On Tracks Of Never-Ending Light" batte un po' in ritirata limitandosi a soffici arpeggi e beat elettronici, lungo binari cari nuovamente ai Mùm o a Ulrich Schnauss, c'è il gran finale "Burial On The Presidio Banks" che scalda il cuore. Sconsolata passeggiata lungo sentieri inquieti e instabili che d'improvviso si intestardisce sulla stessa frase, in un crescendo di rabbia, dolore, smarrimento, e si spegne, si riaccende, si infiamma ancora, si arrende. Nella meraviglia, data proprio dalla prevedibilità degli schemi e delle strutture.

E sì, di tutto ciò probabilmente in molti al giorno d'oggi non sapranno che farsene; per chiunque invece ami semplicemente perdersi in una musica che percorre strade arcinote con una grazia e una bellezza spesso dirompenti, l'ascolto clou di questo tremolante inizio 2008 è servito.
By Ondarock

Il loro space: Myspace.com/This Will Destroy You

Tracklist:
1. A Three-Legged Workhorse
2. Villa Del Rifugio
3. Threads
4. Leather Wings
5. The Mighty Rio Grande
6. They Move On Tracks Of Never-Ending Light
7. Burial On The Presidio Banks

Download:
[Rapidshare] This Will Destroy You - This Will Destroy You (2008)