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mercoledì 11 marzo 2009

Monarcs + Osceola - Split 7'' (2008)


Artist: Monarcs & Osceola
Album: Split
Genre: Emo, Screamo
Country: Miami & Washington
Myspace: www.myspace.com/monarcs & www.myspace.com /osceolatheband






















Veramente un bel Split, piacevole come pochi. Caratterizzato da pezzi corti, un pò emo un pò screamo (nel primo minuto di Smile quasi punk). I monarcs piazzano due pezzi (Helen Doesn't Cry e Creating Gods) fottutamente screamo ma non pesanti e nemmeno tristi ma due pezzi carichi d' energia, di quell' energia che a noi piace sentir urlata propio come fanno loro.
Poi entran in scena glio Osceola (Smile e A Place To Die), molto più emo che i Monarcs, nemmeno i loro pezzi son tristi (lo sottolineo perchè nell' emo è una caratteristica abbastanza diffusa quella di scrivere cose tristi), ma son due pezzi corti che ti coivolgono nello split in una maniera assura.
Beh.. di certo non un album di quelli che ti scivolan sopra senza lasciarti niente!



Tracklist:
Monarcs

1. Helen Doesn't Cry
2. Creating Gods
Osceola
3. Smile
4. A Place To Die

Download: Monarcs + Osceola - Split 7'' (2008)




P.S. Degli Osceola ho trovato questo video che crea un' atmosfera a dir poco bellissima!

mercoledì 4 marzo 2009

Cap'n Jazz - Analphabetapolothology (1998)

Artist: Cap' n Jazz
Album: Analphabetapolothology
Genre: Emo
Country: Chicago
Myspace: http://www.myspace.com/capnjazz1











Here the Review in English.


I Cap'n Jazz han fatto la storia dell' Emo. l' album che sto recensendo è davvero diverso all' suono dell' Emo di oggi, gli appassionati lo sentiranno di primo acchito, è caratterizzato da tracce molto diverse e spesso gli scream dell' emo di oggi si trasforman il cori monotoni davvero caratteristici.
Spiegato così, quest' album sembra davvero mediocre, ma vi assicuro che i Cap'n Jazz sono riusciti a mischiare tutte queste cose creando un album davvero piacevole e incredibilmente emo.

Tim Kinsella alla voce, Victor Villareal alla chitarra e voce, idem per Davey VonBohlen, Sam Zurick al basso e Mike Kinsella alla batteria producolo questa Anthology del '98 di tracce registrate un pò nel '94 con Burritos, Inspiration Point, Fork Balloon Sports, Cards In The Spokes, Automatic Biographies, Kites, Kung Fu, Trophies, Banana Peels We've Slipped On and Egg Shells We've Tippy Toed Over (si, lo so che è un nome lungo per un' album, ma si chiama così davvero) e un pò con i sette pollici Boys 16 to 18 Years... Age of Action e Sometimes if you stand further away from something, it does not seem as big. Sometimes you can stand so close to something you can not tell what you are looking at. del '93.



Tracklist:

Disc 1
1. Little League
2. Oh Messy Life
3. Puddle Splashers
4. Flashpoint: Catheter
5. In the Clear
6. Yes, I Am Talking to You
7. Basil's Kite
8. Bluegrassish
9. Planet SHHH
10. The Sands've Turn'd Purple
11. Precious
12. Que Suerte!
13. Take On Me
14. Tokyo
15. Ooh Do I Love You
16. Hey Ma, Do I Hafta Choke on These
17. Forget Who We Are (live)
18. Olerud (live)

Disc 2
1. We Are Scientists!
2. Sea Tea
3. Troubled by Insects
4. Rocky Rococo
5. In the Clear
6. Soria
7. No Use for a Piano Player When You Got a Player Piano
8. Scary Kids Scaring Kids!
9. Bluegrass
10. Winter Wonderland
11. Aok
12. Geheim
13. Sergio Valente
14. Easy Driver
15. Theme to "90210"
16. Ooh Do I Love You



Download:

Cap'n jazz - Analphabetapolothology (cd1)
Cap'n jazz - Analphabetapolothology (cd2)
Or
Cap'n jazz - Analphabetapolothology (Cd1 & 2)

Suis La Lune - Heir (2008)

Artist: Suis La Lune
Album: Heir
Genre: Emo, Screamo
Country: Sweden
Myspace: www.myspace.com/suislalune









I Suis La lune sono quattro ragazzi svedesi che tengono alto il nome dell' Emo in europa.
Heir è il loro ultimo album e già dalla tracklst si intuisce che stiamo parlado di un capolavoro. Henning, il cantante/chitarrista è davvero superbo, ottimo sia nei testi che nella voce: capace di scream rochi e grezzi o lenti e disperati alla Rites Of Spring; che i testi sian ben strutturati non lo posso confermare perchè sono irreperibili, ma la tracklist lo lascia presagire ampiamente.
Scaricae 'sto disco perchè è con tutta probabilita uno dei migliori dell'anno passato






Tracklist:


01. With Wings Of Feathers And Glue (Con una piuma di ala e colla)
02. September Gave Us Akwardness, October Gave Us Nothing (Settembre ci trasmette noia, ottoble niente)
03. The Greatest Actors Keep On Acting Offstage (I migliori attori recitano fuori dal set)
04. Can't Believe I Spelled It Out To You (Non posso credere dii non averl* inviat* a te)



Download:
Suis La Lune - Heir (2008)
Or
Suis La Lune - Heir (2008)


Buy It: Buy Heir HERE Compra Heir QUI.



P.S: Cioccatevi quel figo di Henning:

venerdì 24 ottobre 2008

Envy - A Dead Sinking Story [2003]

For the Review in English click here

Un capolavoro. Questo è quel genere chiamato Screamo, il cui nome oggi viene sempre più violentato e affibiato a realtà che non hanno niente a che fare con il suo significato originario. Toglietevi dalla testa quello che oggi viene chiamato Emo, sono grandissime falsità. Ascoltando questo disco forse qualcuno di voi si renderà conto di come l'idea che oggi viene diffusa di questo genere sia estremamente insulsa e priva del valore che aveva in passato. Questa non è musica commerciale, questa è triste rabbia cantata e suonata dal cuore, senza cuoricini rosa e teschietti. Questo è sentimento puro, una malinconica melodia espressa con rabbia e dolcezza, dura e emozionante allo stesso tempo. L'inizio del disco è a dir poco stupendo: "Chain Wandering Deeply" e "Distress Of Ignorance" sono due tracce da pensare insieme, unite nella stessa atmosfera, divine. La prima è il capolavoro del disco, senza dubbio, e non si possono non apprezzare le sue melodie, la voce, gli arpeggi, la triste rabbia (già accennata prima). Tralasciando "Evidence", pura traccia di raccordo, si arriva ad un altra ottima canzone: "Color Of Fetters", schematicamente simile alle precedenti, e piena di melodie altrettanto avvolgenti, immerse nella pienezza emotiva della musica suonata dalla band giapponese. Con "Unrepairable Gentleness" il disco tocca uno degli apici: il pezzo è aggressivo fin dalle prime note, ed è impossibile non rimanere affascinati e sognanti di fronte ad una composizione di tale immensità. L'urlato del cantante non si può descrivere a parole, è in grado di trasmettere quel senso di malinconica e desolante tristezza in maniera spesso molto più aggressiva di quanto faccia un qualunque cantante di generi più violenti e brutali. E il valore di questo disco non finisce qui. "Go Mad And Mark" è l'ennesimo fiore all'occhiello dell'album, più delicata della precedente, per certi aspetti, ma altrettanto immensa. Gli arpeggi di chitarra pulita si fanno più presenti, la voce dà il meglio di sè, con un continuo alternarsi tra angosciante melodia e rabbia urlata a squarciagola. Il pezzo si spegne quasi all' improvviso, come un respiro spezzato dalla morte, proprio quando era normale aspettarsi un ultimo accordo. Sorvolando anche su "Conviction That Speeds", ulteriore raccordo (godibile, comunque) più atmosferico che musicale, stupirsi con "Reasons And Oblivion" a questo punto è d'obbligo. E' incredibile come non ci sia una sola caduta di stile in questo album, come ogni canzone abbia una voce propria, una sua importanza fondamentale. La chiusura, "Will Remains In The Ashes", poi, è perfetta. Dopo uno sfogo di rabbia, intriso di violenta tristezza, il sentimento di questa ultima traccia è più delicato, come se il gruppo volesse raccogliere i frammenti di questa introspezione emotiva, come se tentasse di riflettere, di concludere il viaggio con la consapevolezza di avere espresso tutto sè stesso. Non ci sono parole per valorizzare a fondo questa perla rara, si può solo far tesoro di questa musica e ascoltarla in silenzio, lasciandosi trasportare dalle emozioni.


Tracklist:

1. "Chain Wandering Deeply" - 8:28
2. "Distress of Ignorance" - 5:54
3. "Evidence" - 3:16
4. "Color of Fetters" - 7:19
5. "Unrepairable Gentleness" - 8:10
6. "Go Mad and Mark" - 6:35
7. "A Conviction that Speeds" - 5:27
8. "Reasons and Oblivion" - 5:05
9. "A Will Remains in the Ashes" - 12:44

For the lyrics click here

Download: [MediaFire] Envy - A Dead Sinking Story (2003)

martedì 14 ottobre 2008

Rites Of Spring - End On End

Review made in Songs & Stories:

Metà anni '80, Washington DC; il genio dell'Hardcore Ian Mackaye decide finalmente di compiere il passo che cambierà per sempre la storia della musica: quel breve, ma allo stesso tempo duro, passo che porterà dall'Hardcore a quel calderone chiamato Post-Hardcore. Questa svolta epocale però non sarà portata a termine solo da Mackaye e dagli Embrace (la sua formazione post-Minor Threat), ma anche dalla moltitudine di artisti che gravitavano attorno alla sua etichetta discografica (la Dischord), e i Rites Of Spring in questo avranno un ruolo fondamentale, tant'è che è con loro che Mackaye deciderà di formare uno dei gruppi più importanti della storia del Rock moderno dagli anni '80 in poi: i Fugazi.
I Rites Of Spring rappresentano l'elevazione dell'Hardcore ad un nuovo livello, troppe le sfumature della loro musica per essere definiti semplicemente Emocore, del quale sono comunque innegabilmente i padri, o Post-Hardcore, la loro è una delle prime e maggiori manifestazioni della musica Indie!

Il gruppo è guidato da un fantastico Guy Picciotto (voce e chitarra), decisamente distante da quello che sarà poi il cantante dei Fugazi, infatti, se quest'ultimo è un Picciotto tormentato e cupo, quello dei Rites Of Spring è (vocalmente parlando) cattivo e rabbioso, con una voce roca che a tratti si eleva in stranissimi scream da bambino violentato in stile Albini dei Big Black. Il batterista Brendan Canty (un Fugazi anche lui) da anche lui un tocco particolare all'album, con la sua batteria composta da più piatti che pelli e il suo partire con forza per poi finire in dissolvenza.

Le chitarre sono grezze e abrasive, a tratti di stampo quasi Noise, mentre in altri punti si trascinano in poderosi riff che ricordano il Metal. Produzione invece quasi inesistente.
Un altro particolare che segna la svolta dall'Hardcore all'Emocore sono senza dubbio i testi: un'oscuro viaggio tra la contorta mente di Guy Picciotto; la rabbia Hardcore diventa improvvisamente una meticolosa introspezione (e quì si và sulla scia degli Husker Du).
End On End è la ristampa del '91 di Rites Of Spring (primo e unico LP del gruppo) ma con l'aggiunta della straordinaria title-track, cioè sette minuti di rabbia Hardcore mista ad incredibili assoli Noise, e dell'Ep All Through A Life: quattro tracce che forse abbassano leggermente il livello di questa ristampa rispetto all'originale, non per la loro bruttezza, ma per il fatto che siano molto più vicine al sound dei Fugazi che rispetto a quello dei Rites Of Spring.
L'album rimane comunque un classico senza tempo, incredibile e spiazzante ogni volta come la prima... IMMANCABILE!

Voto: 9/10


Tracklist:

1. Spring
2. Deeper Than Inside
3. For Want Of
4. Hain's Point
5. All There Is
6. Drink Deep
7. Other Way Around
8. Theme (If I Started Crying)
9. By Design
10. Remainder
11. Persistent Vision
12. Nudes
13. End on End
14. All Through A Life
15. Hidden Wheel
16. In Silence/Words Away
17. Patience



Download:
[Megaupload] Rites Of Spring - End On End
[Megaupload] Rites Of Spring - End On End
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[RapidShare] Rites Of Spring - End On End
or
[MediaFire] Rites Of Spring - End On End

and for the LYrics album download:
[DepositFiles] Rites Of Spring - End On End [Lyrics]